Corteo Storico

Antonello Sanseverino fu a capo della Congiura dei baroni del 1485, contro l’allora re di Napoli, Ferdinando I d’Aragona. La reazione del Re alla congiura e contro i Sanseverino fu decisa e rapida, e nel 1486, dopo 56 giorni di assedio, obbligò il castello di Sanseverino alla resa. Tale assedio fu svolto con l’ausilio delle prime armi da fuoco (inventate nel ‘400) come testimoniato da ulteriori fortificazioni avvenute sul castello in quel periodo per ottenere una migliore protezione dalle nuove armi. I Pistonieri di Cava, fedeli al re e già presenti all’epoca (come testimoniato da una battaglia, sostenuta nella notte del 6 luglio 1460 nella piana del Sarno, da circa 500 volontari cavesi, accorsi in aiuto al re, attaccato di sorpresa dalle truppe mercenarie di Giovanni d’Angiò) con molta probabilità parteciparono all’assedio del castello.
A Costanza, moglie di Antonello e figlia di Federico da Montefeltro, a seguito della Congiura dei Baroni e dell’assedio al castello, fu concesso dal re di ritornare ad Urbino, città paterna.
Il corteo storico rievocherà la partenza della principessa, seguita dalla corte, dalla servitù e dagli armigeri che accompagnano Costanza per renderle gli onori: alla fine il discorso di commiato della principessa che ricorderà le vicende storiche della famiglia e del territorio. A seguire lo spettacolo dei pistonieri rievocherà l’assedio al castello del 1486.