Giostra dei Sanseverino

In tempo di guerra, il cavaliere doveva combattere al servizio del suo signore. In tempo di pace, sia per restare attivo e per tenersi allenato e sia per manifestare il proprio coraggio e la propria abilità, era solito partecipare a tornei o giostre.
Partecipare ad una giostra era un privilegio riservato ai nobili: i costi dei cavalli, delle armi, dei fanti e degli inservienti, e il lusso di cui i cavalieri dovevano circondarsi per suscitare ammirazione, erano alla portata di pochi. Tuttavia, un cavaliere forte ma squattrinato poteva essere reclutato nella squadra di un ricco signore e farsi notare. La giostra diventava così un’opportunità di ascesa sociale. La vittoria non dava soltanto fama o denaro. Al torneo assistevano dame e donzelle le quali, come nei romanzi cavallereschi, donavano un “pegno d’’amore”, come sciarpe o nastri, al proprio cavaliere, che lo affiggeva alla propria lancia per tutta la durata della giostra.
Alle giostre potevano assistervi tutti, senza distinzioni di classe o di censo. Esistevano vari tipi di giostre in cui i cavalieri si affrontavano: c’era la Giostra all’Anello dove il cavaliere doveva infilare con la lancia più anelli possibili; c’era la Giostra del Saracino o della quintana, dove l’avversario era costituito da un fantoccio di legno mobile, di solito raffigurante un saraceno. Il cavaliere armato di lancia doveva colpire correndo al galoppo, lo scudo imbracciato dal fantoccio, evitando a sua volta di essere colpito dalla mazza che il fantoccio tendeva in fuori con l’altro braccio.

L’evento in Piazza Ettore Imperio, prospiciente al Palazzo Vanvitelliano, rievocherà le giostre organizzate dalla famiglia Sanseverino, al tempo del conte Tommaso II, ed alle quali partecipavano le famiglie nobili del territorio, tenutarie al tempo delle
attuali frazioni: famiglia Marciano (Piazza del Galdo), famiglia Prignano (Acquarola), famiglia Fusco (S. Angelo), famiglia Abbadessa (Curteri), famiglia Cacciatore (Oscato, Spiano, Monticelli, Corticelle), famiglia Sarno (Acigliano), famiglia Correale (Pandola), famiglia Arcamone (Mercato), famiglia Antinoro (Ciorani, Galdo di Carifi, Torello), famiglia Mari (Capo Casale, Priscoli, Lombardi, S. Vincenzo). Le frazioni di Costa e Sant’Eustachio, non riscontrando la presenza di famiglie nobili, parteciperanno con liberi cavalieri che indosseranno le rispettive insegne patronali.